lunedì 5 ottobre 2009

Impossible is nothing

...sarà, ma più vado avanti più mi convinco che ci siano imprese veramente impossibili da portare a termine.
Giusto per dirne una, riconquistare una ragazza che:
  • non risponde nemmeno più a messaggi e chiamate
  • ha ricominciato a cadere nei suoi brutti giri subito dopo averti lasciato
  • è ricaduta nei suoi brutti vizi nel medesimo istante
  • non ha rispetto per sé stessa e non ha la minima visione del futuro.

Molti mi consigliano di "lasciar perdere, la vita è sua e lascia che se la rovini se è questo che vuole", ma la riflessione che voglio fare è: non è forse questo tipo di pensiero che ha mandato a puttane il mondo? A forza cioè di far valere la tesi del "pensa a té stesso", la nostra società s'è inaridita e abbiamo forse definitivamente perso quella coesione sociale che era presente non più di 30 anni orsono.

Il punto focale è che abbandonando al loro destino persone con magari scarsa personalità o senza famiglia alle spalle o capitati in brutti giri ecc ecc., si finisce per depauperare capitale umano prezioso! Soggetti che avrebbero capacità tali da permettergli di ricoprire ruoli più importanti e gratificanti di quelli ai quali sono o saranno deputati se si ostineranno nei loro comportamenti autodistruttivi.

Da parte mia, la buona volontà c'è ma non so proprio che fare.
Mi sembra di combattere contro i proverbiali mulini a vento.
Ed intanto le cose non fanno che peggiorare, con danni permanenti al mio povero sistema nervoso.

Dannazione.

martedì 18 agosto 2009

Copia>>Incolla da una discussione su facebook

Beh innanzitutto sono versi di una canzone dei Perturbazione..
Nello specifico, mi sono reso conto che al pari dellla nostra società, anche il mondo dei giovani gira alla rovescia: i più soggetti più stupidi, ignoranti e superficiali sono i più in vista e ricercati. E dall'alto della legittimazione che essi stessi si conferiscono, si permettono di giudicare ed emarginare chi non fa parte della loro cerchia..
I valori-guida non sono l'uguaglianza, la coesione sociale, l'accettazione e l'arricchimento attraverso la conoscenza del diverso, la libertà di pensiero e di coltivare i propri interessi e passioni. Questi devono purtroppo lasciare spazio a valori ben più meschini e materialisti quali la prevaricazione del più debole, lo schernimento di tutto ciò che non sia cool la tendenza all'appiattimento culturale che sfocia in una sorta di conformismo nel quale o la pensi e ti comporti come il gregge, o sei fuori.
Credo che questo dipenda in gran parte dalla perdita, da parte del giovane medio, di quella peculiarità che fa dell'uomo un pezzo unico all'interno del Creato: la curiosità.
I mass media infatti, nel quotidiano, ci "rimpinzano" gratuitamente di informazioni legate a politica, costumi, società, musica e la lista si può allargare fino a contenere tutte le sfere di interesse degli individui. Gratuitamente si fa per dire, perchè in realtà questo meccanismo comporta un prezzo molto elevato da pagare: la diversità.
Se tutti finissimo per pensare allo stesso modo, vestire uguali. ascoltare la stessa musica, sarebbe indubbiamente un disastro. Ma anche senza spingersi alle più estreme e per ora remote conseguenze, il presente ci mostra una situazione già pericolosamente sbilanciata verso l'idealizzazione un certo lifestyle zeppo di orpelli ma pericolosamente vuoto dei principi più importanti: istintivamente penso alla figura del "tronista", individuo di bella presenza, totalmente privo di cultura ed immerso in un ambiente tanto patinato quanto irreale.
Eppure gli adolescenti, maschi o femmine che siano, tendono a seguire questi esempi ed ergerli a loro modelli: vizi, musica commerciale, promiscuità sessuale sono solo i lati più visibili di questa involuzione.
La domanda è "ma com'è possibile che i giovani non sappiano distinguere la realtà dalla finzione?".
La risposta è che i nostri nonni ed i nostri padri hanno dovuto faticare per costruire l'Italia odierna, sperimentando sia il sacrificio nei momenti duri, che il benessere in seguito generatosi grazie agli sforzi profusi.
Gli adolescenti attuali hanno invece, al pari del tronista scovato dal nulla e calato nella sua parte di uomo privilegiato e desiderato, trovato già tutto a portata di mano, senza sforzi o quasi: ciò li ha resi viziati, superficiali e non ha fatto apprezzare loro il valore ed il rispetto che va tenuto verso i beni propri e della collettività e verso il prossimo.