lunedì 5 ottobre 2009

Impossible is nothing

...sarà, ma più vado avanti più mi convinco che ci siano imprese veramente impossibili da portare a termine.
Giusto per dirne una, riconquistare una ragazza che:
  • non risponde nemmeno più a messaggi e chiamate
  • ha ricominciato a cadere nei suoi brutti giri subito dopo averti lasciato
  • è ricaduta nei suoi brutti vizi nel medesimo istante
  • non ha rispetto per sé stessa e non ha la minima visione del futuro.

Molti mi consigliano di "lasciar perdere, la vita è sua e lascia che se la rovini se è questo che vuole", ma la riflessione che voglio fare è: non è forse questo tipo di pensiero che ha mandato a puttane il mondo? A forza cioè di far valere la tesi del "pensa a té stesso", la nostra società s'è inaridita e abbiamo forse definitivamente perso quella coesione sociale che era presente non più di 30 anni orsono.

Il punto focale è che abbandonando al loro destino persone con magari scarsa personalità o senza famiglia alle spalle o capitati in brutti giri ecc ecc., si finisce per depauperare capitale umano prezioso! Soggetti che avrebbero capacità tali da permettergli di ricoprire ruoli più importanti e gratificanti di quelli ai quali sono o saranno deputati se si ostineranno nei loro comportamenti autodistruttivi.

Da parte mia, la buona volontà c'è ma non so proprio che fare.
Mi sembra di combattere contro i proverbiali mulini a vento.
Ed intanto le cose non fanno che peggiorare, con danni permanenti al mio povero sistema nervoso.

Dannazione.